giovedì 31 dicembre 2015

'O viecchio c'a barba

La settimana scorsa sono tornato al Sud a trascorrere Natale coi miei. Naturalmente avevo con me pipe e tabacco in adeguata quantità. Un giorno ero a Nola e avevo appena estratto l'occorrente per una pipata quando mio padre gettando un'occhiata al tabacco esclama: "'O viecchio c'a barba!". Ora, mio padre viaggia per gli ottantadue anni ma ha la lucidità mentale di un ventenne: sicché quel commento così apparentemente incongruo doveva avere un senso, un senso che mi sono affrettato a chiedergli. Lui mi ha risposto: "Il tuo tabacco. Player's Navy Cut" (pronunciando così il più lungo discorso in inglese che gli avessi mai sentito fare).

La faccenda si faceva sempre più interessante. "Papà" - gli ho detto - "tu in vita tua hai sempre fumato solo sigarette. Avrai forse fumato mezza scatola di toscanelli e quelle tre volte in totale che hai provato a fumare la pipa ci hai schiaffato dentro il Clan. Mi spieghi come sfaccimma fai a conoscere un tabacco che si trova solo nel Regno Unito?" E lui, sollevando il sopracciglio con un'espressione ironica che gli conosco fin troppo bene: "Guagliò, e tu che vuoi sapere...".
E mi ha spiegato che nell'immediato dopoguerra gli angloamericani che liberarono Napoli e i suoi dintorni portarono con sé, insieme al jazz e alla carne in scatola,  anche un diluvio di sigarette di fogge e marchi sconosciute agli italiani del tempo, avvezzi tuttalpiù alle Popolari, alle Milit o alle Macedonia. 
Queste sigarette avevano nomi così poco usuali e così bisbetici agli occhi e alle orecchie dei liberati che questi ultimi li deformarono a modo loro per renderli minimamente fruibili. Si salvarono le Camel, che tra nome e immagine del pacchetto non presentavano particolari problemi. Ma le Lucky Strike diventarono Allucca e strilla; le Chesterfield diventarono 'O cesso 'e fierro (sic!); e le Pall Mall divennero "E ppalle mmano".

E poi c'erano loro. Le Player's Navy Cut, appunto. Per le quali si decise di saltare a piè pari la scritta e di riferirvisi sfruttando le immagini: e fu così che l'aitante marinaio della HMS "Hero" che vedete raffigurato qui a fianco divenne affettuosamente 'O viecchio c'a barba.

Ma non di queste sigarette ("buone ma forti", secondo i ricordi di mio padre) sono oggi qui a parlarvi, bensì del tabacco da pipa che porta lo stesso nome.
Stabilirne con un minimo di affidabilità la composizione è quantomeno problematico, visto che la stessa Casa produttrice (magari in momenti diversi, chè stiamo parlando di una referenza commercializzata da più di cento anni da un'azienda fondata nel 1877 a Nottingham) dichiara ondivagamente talvolta solo Virginia e talvolta Virginia e Burley. Io stesso dopo averne fumato quasi un etto non sono in grado di sciogliere l'enigma: che la prevalenza sia di ottimi Virginia chiari non si può dubitare. Ma il Burley? A volte, in sottofondo, mi sembra di coglierne l'inconfondibile notina tostata: ma potrebbe anche trattarsi di effetto placebo. Potremmo forse concludere salomonicamente che il Burley, ammesso che ci sia, ha il solo scopo di conferire uno zic in più di corpo alla miscela e di temperare le asprezze incendiarie dei Virginia biondi.

Il mio amico Antonio ebbe una volta a dire che l'espressione "tuttogiorno" usata a proposito dei tabacchi da pipa è un eufemismo per indicare roba insignificante di cui non si ha il coraggio di proclamare apertis verbis la mediocrità. Per me invece "tuttogiorno" è una categoria che si pone agli antipodi di quanto è definibile come "da meditazione": il mio prediletto Full Virginia Flake, ad esempio, è un tabacco che per corpo, complessità e ricchezza di sfumature è destinato naturaliter ad occasioni particolari, fino al punto da creare esso stesso l'occasione particolare per il solo fatto di essere stato scelto e fumato; ecco, il Player's Navy Cut è invece una miscela buonissima ma che non ruba necessariamente il centro della scena, pur avendo nel caso tutte le carte in regola per diventare il protagonista assoluto di un'oretta e mezzo della nostra esistenza. In questo è simile ad un altro prodotto della stessa area geografica, il benemerito St. Bruno.

Ma questo Player's ha stoffa molto più fine del suo più popolare confratello, grazie ovviamente agli splendidi Virginia chiari che ne formano la spina dorsale: ma stoffa più fine non significa inconsistenza o indefinitezza, ché anzi si tratta di un tabacco decisamente saziante. Mi sono a lungo lambiccato il cervello su una metafora adatta a renderne il sapore peculiare, ma alla fine mi sono dovuto arrendere: questo è puramente e semplicemente un tabacco che sa di tabacco buono, una sorta di punto di accumulazione, di archetipo di tutto quello a cui pensiamo quando pensiamo a un meraviglioso tabacco da pipa.
Si presenta in flake molto regolari e sottili, che si prestano a qualunque sistema (o mancanza di sistema) si voglia adottare per caricare la pipa, con un grado di umidità ottimale già all'apertura della confezione (le belle confezioni inglesi del flake in busta, con un contenitore di plastica sigillato da un velo di alluminio che ricorda golosamente le vaschette di Nutella comuni nei nostri supermercati) e brucia in maniera perfetta fino all'ultima briciola, tanto da potersi configurare anche come ottimo tabacco da rodaggio.

Pipa da Player's: una realizzazione del Duca in corbezzolo.
E a proposito di rodaggio, avere a disposizione un po' di questa meraviglia mi sta facendo comodo per rodare comme il faut la splendida Duca in corbezzolo sabbiato qui a fianco che ho ricevuto da Justyna per Natale.  Devo dire che questa scelta, fatta per motivi anzitutto pratici, si sta rivelando fonte di grandi soddisfazioni anche sotto il profilo del gusto: pipa e tabacco collaborano armoniosamente e mi stanno regalando una dietro l'altra una serie di pipate davvero memorabili.

Non mi resta da dire molto su questo tabacco (disponibile - sfortunatamente - solo in UK) se non ringraziare il mio amico Rino (l'autore del racconto oggetto del post precedente) che mi ha fatto scoprire questa che per me è stata la vera rivelazione del 2015 in fatto di tabacchi da pipa.
E ovviamente invitare tutti i fumatori che leggono questo post a fare le umane e le divine cose - per dirla con Camilleri - per procurarsene almeno un paio di buste. Scoprirete che  - anche se avete maggiore inclinazione per le leggiadre donzelle che per i rudi marinai di Sua Maestà Britannica - 'o viecchio c'à barba ha un fascino cui è difficile sottrarsi.

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