mercoledì 8 maggio 2013

L'arte di intalliare

No, non è un refuso: non volevo scrivere intagliare ma proprio intalliare. Ed è inutile che quelli che già non sanno cosa significa si fiondino su un dizionario della lingua italiana, perchè questo verbo non lo troveranno. Intalliare (qualche volta anche nella forma riflessiva: intalliarsi) è una locuzione del dialetto napoletano.

Il significato di intalliare (userò la forma intransitiva, più diffusa nell'ager nolanus) è a un dipresso quello di: rimandare, procrastinare, perdere tempo. Ma queste sono traduzioni rozze che non rendono tutta la raffinata specificità dell'atto di intalliare.

Supponete di armarvi di straccio e detergente e di voler spolverare gli scaffali della vostra libreria. Cominciate la vostra attività e vi capita sotto gli occhi un libro che magari neanche vi ricordavate più di avere: non riuscite a resistere e cominciate a sfogliarlo. Giunti alla terza o quarta pagina di lettura, vi imbattete - poniamo - in un riferimento a una battaglia dell'antichità. L'autore ne parla come cosa nota, ma il fastidio di non ricordare esattamente si insinua dentro di voi fino a diventare intollerabile: posate il libro e vi precipitate a consultare Wikipedia. Soddisfatta la vostra legittima curiosità, vi accorgete di avere tre mail non lette; ovviamente date uno sguardo e in una di esse apprendete con interesse le ultime notizie di un amico con cui negli ultimi tempi avevate un po' perso i contatti. Decidete che questo è un ottimo momento per telefonargli e fare due chiacchiere. Ovviamente in tutto ciò lo straccio e il detergente saranno rimasti in un angolo, quasi dimenticati, fino a quando vi sarete resi conto che ormai è troppo tardi per mettervi a spolverare e li riporrete quindi nel posto da cui li avevate presi.

Ecco, questa è una tipica sequenza in cui l'intalliare si manifesta in purezza, e se vi rendete conto che cose del genere vi capitano spesso beh, complimenti: avete la stoffa del vero intallista.

Non è così semplice intalliare: se uno sta senza fare nulla non sta intalliando, al limite starà oziando. Intalliare presuppone che si sia - almeno mentalmente - occupati. Questo per esempio implica che il sonno e l'intalliare siano strutturalmente incompatibili.
L'altro elemento fondante dell'intalliare è la presenza di uno scopo da eludere, qualcosa che andrebbe fatto ma che viene prima rimandato e poi spesso definitivamente accantonato: il dedicarsi a una serie di attività apparentemente sconnesse senza che queste attività siano svolte in luogo di un'altra non rientra nella categoria dell'intalliare ma in quella - peraltro non meno nobile - del cazzeggiare.

Naturalmente - come per tutte le abilità umane - si può essere capaci di intalliare a vari livelli di destrezza: dalle forme più rozze e banali, in cui si limita a fare una cosa al posto di un'altra, ai vertici supremi dell'intalliata ricorsiva, quella in cui si interrompe l'attività A per mettersi a fare la B ma prima del completamento della B ci si mette a fare la C e così vertiginosamente enumerando.


L'intalliare è un atto sottilmente eversivo, perchè non rifiuta apertamente l'attività - come accade per l'ozio propriamente detto: si limita a destituire di ogni scopo "utile" l'attività che viene compiuta. E sebbene solo chi è aduso a tutte le squisite arti della pigrizia possa sperare di intalliare con successo, può verificarsi anche la situazione (paradossale ma solo in apparenza) per cui la sommatoria di tempo e fatica spesi per intalliare risulti superiore a tempo e fatica necessari per svolgere l'attività boicottata.
Ma noialtri pigri sappiamo che la nostra - in fondo - è prima di tutto un'opzione etica, un modo di ribellarsi alla vulgata comune della produttività a tutti i costi, dei rendimenti massimi, dell'efficienza. Lo sappiamo bene: e se lasciamo che gli altri si formino una cattiva opinione di noi è solo perchè siamo troppo pigri per metterci a discutere.











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