venerdì 11 luglio 2014

Tout Maigret (peut-être), 2 - Il cavallante della Providence

Un romanzo in un'immagine: Ferenc Pintér per Mondadori (da ferencpinter.it)
Le charretier de "La Providence", tradotto in italiano come Il carrettiere della "Providence", Maigret si commuove e (nell'edizione Adelphi) Il cavallante della "Providence" fu il secondo romanzo del ciclo maigretiano ad essere scritto (nell'estate del 1930, anche questo a bordo dell'Ostrogoth).

Di solito la prassi di cambiare i titoli di libri e film quando li si propone in un'altra lingua mi trova decisamente contrario: a mio modo di vedere si tratta di un'operazione ammissibile solo nei casi in cui il titolo originale risulta intraducibile o del tutto incomprensibile quando viene trasposto. Così, anche in questo caso onestamente non riesco a capire i motivi che ai tempi portarono Mondadori a cambiare il charretier con un accenno a uno stato d'animo di Maigret: tanto più che il titolo originale denota un'incredibile audacia da parte di Simenon, anche se essa risulterà chiara al lettore solo a libro terminato.

Fra l'altro nel libro non si parla (almeno non esplicitamente) di un Maigret commosso, a meno di non voler considerare indizi in questo senso frasi come Maigret, malgré lui, parlait avec presque autant de douceur que la Bruxelloise: ma il titolo un suo fondamento di certo ce l'ha, non foss'altro perchè gli ultimi quattro capitoli di questo romanzo sono da annoverarsi fra le pagine più umanamente, tragicamente, appassionatamente commoventi di tutto Simenon.

E' curioso notare come tutte le volte che un'inchiesta di Maigret si svolge - come in questo caso - in ambiente fluviale o marino, tutte le volte insomma che c'è di mezzo l'acqua e il popolo di battellieri, marinai, pescatori, guardiani che vi gravita intorno i personaggi che attorniano Maigret e le passioni che li muovono acquisiscano una grandezza epica di sapore quasi tolstoiano: succede in questo romanzo, succede nella Chiusa n. 1, succede nell' Insegna di Terranova, succede nella Casa del giudice.
E' come se l'elemento liquido, la sua particolare placidità e la violenza della sua ira, la fatica che bisogna fare per non lasciarsene sopraffare, costituissero una sorta di riparo da avarizia, grettezza e meschinità.

Altro tema tipicamente simenoniano che affiora qui per la prima volta è la tendenza che si sviluppa in certi uomini (soprattutto in quelli che hanno sperimentato una dose di delusioni e fallimenti forse più alta dell'ordinario) nel costruirsi, nello scavarsi una tana e rinchiudervisi dentro: lo stesso Maigret, quando nel suo ufficio di Quai des Orfévres continua ad attizzare la sua stufa di ghisa, non è del tutto immune da questa fascinazione. Ma ci sono dei casi, come il Jean di questo romanzo o come l'avvocato Loursat de Gli Intrusi in cui questa tendenza finisce per diventare il tratto dominante della propria personalità:

Jean, lui, c’est son écurie… Et ses bêtes !… Tenez !… Il y a naturellement des jours où on ne marche pas parce qu’on décharge… Jean n’a rien à faire… Il pourrait aller au bistro…
» Non ! Il se couche, à cette place-ci… Il s’arrange pour qu’il entre un rayon de soleil…
Et Maigret se mit en pensée à l’endroit où se trouvait le charretier, vit a cloison passée à la résine à sa droite, avec le fouet qui pendait à un clou tordu, la tasse d’étain suspendue à un autre, un pan de ciel entre les panneaux du haut et, à droite, la croupe musclée des chevaux.
Il se dégageait de l’ensemble une chaleur animale, une vie multiple, épaisse, qui prenait à la gorge comme le vin râpeux de certains coteaux.

Romanzo con alcuni squarci di una potenza evocativa rara anche nello stesso Simenon, questo Charretier segna già un deciso balzo in avanti rispetto al precedente Pietr il Lettone nella capacità di costruzione intorno a Maigret di un microcosmo vero e credibile, una tappa importante nel processo di progressivo depotenziamento dell'intreccio giallo a favore della creazione di ambienti, situazioni, atmosfere e personaggi sbalzati a tutto tondo. Vale la pena leggerlo: ma c'è un Maigret, o un Simenon, per cui questa raccomandazione non si applichi?


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