domenica 3 aprile 2016

La mela di Fantozzi

L'occhio della madre!
Ho scritto le mie prime righe di codice nell'A.D. 1984 e da allora - fra hobby, passione, studio e poi mestiere - non ho mai smesso. Metto avanti questo dato per essere maggiormente credibile quando dico che a priori non nutro per la Apple maggiore simpatia che per IBM, Microsoft, Google o per qualunque altro produttore di informatica: dopo trentadue anni qualunque rapporto è ormai nella fase della pace dei sensi, e le guerre di religione informatiche hanno smesso di appassionarmi da un abbondante quarto di secolo.
Sgombrato il campo da questo dubbio, posso ora dichiarare apertamente che di recente mi è ritornata irresistibile la voglia di fare in maniera acritica e viscerale il tifo per Apple, e il merito di questo ritorno di fiamma è tutto da attribuirsi all'FBI.
Sto parlando ovviamente della vicenda che ha visto contrapposti Apple e il Bureau a proposito dell'iPhone appartenente all'autore della strage di San Bernardino.

Riassumiamo brevemente i fatti: il 16 febbraio scorso un giudice ordina ad Apple di aiutare l'FBI a sbloccare un iPhone 5c appartenuto a Syed Rizwan Farook, l'uomo che il 2 dicembre 2015 insieme alla moglie aveva ucciso 14 persone a San Bernardino in California.
La Apple però si è rifiutata di collaborare con l'FBI e ha spiegato le proprie ragioni in una lettera pubblica a firma dell'AD Tim Cook.
Il caso doveva tornare in tribunale il 22 marzo ma il giorno prima l'FBI ha dichiarato di essere riuscita a sbloccare il telefonino senza l'aiuto di Apple.

Si tratta di una vicenda che è stata vista come la contrapposizione fra sicurezza e tutela della privacy, o come una disputa sui limiti di ciò che un governo può chiedere di fare a un'azienda privata in nome dell'interesse collettivo. Sono tutte questioni interessanti, ma per quanto mi riguarda la voglia di mettermi a fare la ola per la Apple è venuta da un addendum alla lettera pubblica linkata sopra, e specificamente da un capoverso che mi piace riportare parola per parola:

Yes, it is certainly possible to create an entirely new operating system to undermine our security features as the government wants. But it’s something we believe is too dangerous to do. The only way to guarantee that such a powerful tool isn’t abused and doesn’t fall into the wrong hands is to never create it.

Perché questo passaggio m'è piaciuto così tanto? Perché dentro ci sono le trombe di Gerico, quelle dell'Aida di Verdi e quelle del Settimo Cavalleggeri che squillano tutte insieme la riscossa della classe informatica.

Avete presente Come uccidere vostra moglie? In quel film, un superbo Jack Lemmon è accusato (a torto) di aver assassinato l'affascinante Virna Lisi dopo essersi pentito di averla sposata; e riesce a salvarsi la pelle enunciando il principio per cui mandare assolto un uomo che ha ucciso la propria moglie costituirà un precedente, sarà un argine allo strapotere delle donne e ristabilirà il dominio maschile sul mondo.
Ecco, la risposta della Apple costituisce esattamente questo genere di precedente, non importa chi abbia ragione e chi torto nel caso di specie.

Facciamo astrazione dai nomi dei due contendenti in gioco, facciamo astrazione dai dettagli tecnici, facciamo astrazione dalle questioni di sicurezza e di privacy. Quello che rimane di sostanziale nel passaggio che ho citato è un'azienda di software che dice: "questa cosa magari è anche fattibile tecnicamente ma è una tale assurdità che mi rifiuto di svilupparla".

È qualcuno che di fronte a una richiesta ha il coraggio di dire: "Caro utente, la tua richiesta

e per ciò stesso merita i fantozziani 92 minuti di applausi.

Vedete, il fatto che il software sia immateriale è al tempo stesso la sua forza, il suo fascino e la sua condanna. Per altri manufatti dell'uomo la materialità è un limite ma è anche un baluardo contro richieste troppo insensate. A nessuno verrebbe in mente di far realizzare un aereo di cristallo, o un grattacielo coi pilastri di cartone. Anche il più rampante e aggressivo manager dell'industria automobilistica ha perfettamente chiaro che non può chiedere ai suoi ingegneri un veicolo con le prestazioni velocistiche di una Ferrari, equipaggiato come un'Audi full optional e che costi al pubblico 5000 euro.
Nel campo del software invece l'idea è che si possano realizzare cose complesse a piacere, a tempi e costi piccoli a piacere.
Il risultato finale di questo stato di cose è la frustrazione più diffusa e pervasiva: la frustrazione di chi lavora nel settore e la frustrazione di tutti gli utenti che quotidianamente hanno la vita avvelenata da realizzazioni substandard. Pensateci: il più scalcagnato dei nostri telefonini o dei nostri laptop (per non parlare ovviamente di PC portatili o desktop) è diversi ordini di grandezza più potente dei calcolatori che mandarono l'uomo sulla Luna senza intoppi. Eppure ci troviamo in tasca oggetti più avidi di energia di un cacciatorpediniere, che si bloccano senza motivo apparente e che hanno più rappezzi delle suole di un paio di scarpe scadenti.

Perciò la presa di posizione di Apple (a prescindere dal fatto che le si voglia o no dare ragione, a prescindere dal fatto che sia stata o no un'operazione di marketing) è tanto importante.
Perché serve a ricordarci che il software magari è svincolato dalla legge di gravità, ma è ancora soggetto alle leggi della logica e del buon senso.




4 commenti:

  1. Carissimo,
    chiarisco subito che sto utilizzando questo commento in maniera a dir poco impropria ma non so come comunicare con lei in altro modo.
    una semplice domanda: ma l'amico Antonio come sta? il blog 13 pipe è fermo da mesi, mi manca terribilmente. E dopo la funesta notizia che "A passion for pipes" di Neill Archer Roan è chiuso irrimediabilmente, sembra per causa di una devastante cura dimagrante che lo ha "sballato" e che anche il blog di G.L. Pease è fermo da oltre un anno, la latitanza di 13 Pipe è inquietante. Ci può tranquillizzare? Solo una crisi da troppo cioccolato e bicicletta? Stanchezza ? troppi insulti dai settari di ADFL?
    Francesco (anafios75@gmail.com )
    p.s. ma come è possibile che sparendo un blog si perdano anche i suoi splendidi contenuti? non c'è un modo per accedere ad un archivio da salvare per consultazione??

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    1. Antonio sta benissimo, in questo momento è solo preso da altre faccende che lo tengono un po' lontano dal blog.
      Tenere un blog con regolarità è una cosa più faticosa di quel che sembra, soprattutto sbolliti gli entusiasmi dell'esordio. Ma sono convinto che prima o poi 13pipe vedrà una nuova fioritura di post, magari quando meno ce l'aspettiamo.

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